Home page / Articoli / 10 miti sulla caduta dei capelli

Da millenni la capigliatura è simbolo di giovinezza, di potenza e di virilità, e non c’è quindi da stupirsi se per i comuni mortali l’idea di perdere i capelli può essere drammatica. Fino a pochi anni  fa si sapeva poco di questo fenomeno, e da qui sono fiorite molte credenze. Che è finalmente ora di sfatare.

il mito

i fatti

mito 1:
si può cominciare a perdere i capelli a qualsiasi età

in genere la perdita dei capelli comincia dopo la pubertà. Nel 95% dei casi nell’uomo la perdita dei capelli è imputabile a un fenomeno ereditario chiamato alopecia androgenetica, o calvizie comune, che di solito comincia a manifestarsi verso i 25 anni. All’età di 50 anni circa la metà degli uomini presenta un certo grado di calvizie, mentre nella donna la perdita dei capelli, osservabile soprattutto dopo la menopausa (dalla parte di lei/menopausa), colpisce il 40-50% dei soggetti

mito 2:
le donne non perdono
i capelli

le donne perdono i capelli nella stessa proporzione degli uomini, ma di solito in maniera meno massiccia. Raggiunta la menopausa, tra il 40 e il 50% delle donne presenta un certo grado di calvizie attribuibile all’alopecia androgenetica. La calvizie femminile si manifesta soprattutto sulla parte superiore e ai lati della testa: la perdita dei capelli è più diffusa e colpisce una regione più vasta rispetto a quella maschile - ecco perché, contrariamente agli uomini, le donne non presentano di solito aree completamente calve, ma piuttosto un diradamento dell’insieme della capigliatura. Anche se la calvizie femminile può iniziare dopo la pubertà, si manifesta in genere dopo la menopausa

mito 3:
la perdita dei capelli è un fenomeno casuale

la perdita dei capelli imputabile all’alopecia androgenetica – la più diffusa forma di calvizie - progredisce in maniera prevedibile: la donna presenta un diradamento generale sulla parte superiore della testa, mentre nell’uomo l’attaccatura dei capelli retrocede gradualmente a partire dalla fronte, finendo per formare una figura a forma di “m”. Se la calvizie avanza, rischiano di cadere tutti i capelli in cima al capo

mito 4:
i capelli perduti non ricrescono più

i capelli possono ricrescere, ma questo dipenderà in primo luogo da ciò che ha causato la calvizie. I capelli caduti per queste ragioni ricominciano a crescere se si cura la causa della caduta: forti stress, malattie come il cancro o il lupus, intervento chirurgico recente, infezione, assunzione di droghe o di medicine, carenze nutritive o regime alimentare troppo restrittivo. L’alopecia androgenetica, principale causa di calvizie tanto nell’uomo quanto nella donna, deve essere trattata rapidamente per frenare la caduta dei capelli, o in alcuni casi per stimolarne la ricrescita

mito 5:
per avere capelli sani bisogna mangiare molte proteine

anche se sono composti essenzialmente da proteine, per essere in buona salute i capelli hanno bisogno dello stesso rapporto di proteine, lipidi (grassi), glucidi (zuccheri), vitamine e minerali, del resto del corpo. Il consumo di alimenti variati e in quantità sufficiente è la chiave per mantenersi in buona salute e avere una capigliatura dall’aspetto sano

mito 6:
tale il padre, tale il figlio

la predisposizione alla calvizie è ereditaria, tuttavia la si può ereditare sia dal padre, sia dalla madre. Si crede in genere che la calvizie sia associata a un insieme di geni, e poiché è un carattere dominante, le persone che nascono con i geni che ne sono responsabili rischiano maggiormente di presentare presto o tardi un certo grado di calvizie

mito 7:
gli uomini calvi sono meno virili

questo è un mito antichissimo: l’eroe biblico Sansone vide la sua virilità rimessa in discussione quando Dalila gli tagliò i capelli. Oggi l’industria della pubblicità e del divertimento continua a bombardarci di immagini di uomini dalla capigliatura folta che sono seducenti, ricchi, forti e potenti. Anche se non esiste alcuna prova scientifica che colleghi la calvizie alla virilità, gli studi indicano che gli uomini calvi sono in genere meno soddisfatti del loro aspetto, e hanno l’impressione di sembrare più vecchi della loro età

mito 8:
tutti gli uomini si aspettano di diventare calvi, e infatti  la calvizie non li preoccupa

alcuni studi hanno mostrato che la calvizie si può rivelare particolarmente disturbante per gli uomini: molti si preoccupano della loro condizione, si sentono meno a proprio agio nelle relazioni con gli altri e di conseguenza possono sentirsi depressi. Alcuni possono arrivare a chiedere aiuto professionale per superare gli effetti psicologici della perdita dei capelli

mito 9:
tagliarsi o rasarsi i capelli li fa ricrescere

le ricerche hanno dimostrato che nessuna di queste attività ha effetto sulla crescita o sulla consistenza dei capelli

mito 10:
contro la caduta dei capelli non c’è rimedio

questa affermazione era vera fino a qualche anno fa, ma da allora sono stati fatti molti progressi nella lotta contro la calvizie. Per le donne, in funzione della gravità della caduta dei capelli il medico può prescrivere il minoxidil (Rogaine ®), una soluzione topica che si applica sul cuoio capelluto e che può favorire la ricrescita; per la calvizie maschile comune il medico può scegliere tra minoxidil e finasteride (Propecia ®), un farmaco per via orale che aiuta a frenare la caduta dei capelli, e in alcuni casi a stimolarne la ricrescita. Infine, oggi esistono anche altre opzioni estetiche, come per esempio il trapianto dei capelli

fonte e copyright ©: http://www.hairinfo.org/

ultimo aggiornamento: 20/07/2009

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ultimo aggiornamento: 17/01/2008