Home page / Il trapianto dei capelli nella donna

Come l’uomo, anche la donna può perdere i capelli, a volte per cause in comune con il sesso maschile, a volte per cause ben note e specifiche del sesso femminile, più raramente per ragioni che ancora oggi restano inspiegate. Nella donna la caduta dei capelli si può dividere in due gruppi: la perdita dei capelli acuta e quella cronica. Nel primo caso entrano in gioco fattori quali lo stress familiare o professionale, un trauma a seguito di un incidente, un intervento chirurgico, una febbre prolungata, l’assunzione di alcuni farmaci, per esempio i chemioterapici. Specifica invece solo della donna, la caduta dei capelli a seguito del parto è relativamente frequente e quasi sempre reversibile in un periodo variabile tra i quattro e i sei mesi.

La perdita cronica dei capelli è invece, come indica il nome, una caduta che dura sempre, o che si rinnova. È di origine diversa, talvolta con eziologia nota, talvolta con eziologia ignota. Questo tipo di perdita dei capelli compare spesso (eziologia nota) in presenza di malattie della ghiandola tiroidea, a seguito di severi regimi dietetici o quando l’organismo soffre di una carenza di ferro o ancora a causa di ripetuti trattamenti estetici molto aggressivi. In questi casi è sufficiente un trattamento adeguato o la sospensione del trauma (ripetute tinture e permanenti, per esempio) per arrestare il processo. Tra le cause di origine ignota, si trovano quelle che coinvolgono tutto il cuoio capelluto.



A differenza dell’uomo, nel quale la regione della corona resta intatta sul piano della densità, nella donna la calvizie è generalizzata, e comprende anche questa regione. Il meccanismo all’origine di questo tipo di caduta non è chiaramente definito, e questa perdita può iniziare molto precocemente e aggravarsi nel tempo con un ritmo proprio a ciascun individuo. In altri casi può invece presentarsi un problema particolarmente acuto a livello della sommità del capo, mentre la zona donatrice, così come il bordo frontale, resta di buona qualità. In questo caso il quadro clinico è simile a quello che si ritrova abitualmente nell’uomo, e si parla allora di alopecia androgenetica della donna, che risponde alla classificazione di Ludwig.

Questo tipo di calvizie è quasi sempre presente al momento della menopausa e si spiega con la diminuzione degli ormoni femminili e perciò con un relativo aumento degli ormoni maschili che ogni donna produce in piccola quantità, e che esercita sui capelli un’azione negativa.

Il trapianto dei capelli può trovare la sua applicazione nel caso di un diradamento predominante a livello della sommità del capo, con una zona donatrice relativamente indenne al processo patologico. Questo caso può prodursi nel caso dell’alopecia della donna in menopausa o in perimenopausa; l’indicazione del trapianto è giustificata e i risultati sono, come nel caso dell’uomo, eccellenti. La calvizie della donna giovane, più difficile da comprendere, è anche più complicata da trattare a causa della presenza di una zona donatrice di scarsa qualità. In questi casi è bene che la paziente consulti altri professionisti – per esempio lo psicologo, il dermatologo, il ginecologo e l’endocrinologo, che potranno proporre un trattamento appropriato a seguito dei risultati di analisi biologiche specifiche. Questi trattamenti potranno in linea di massima avere buoni risultati sulla perdita dei capelli a livello della sommità del capo, ma con ogni probabilità resteranno senza effetto a livello dei capelli della corona

ultimo aggiornamento: 20/07/2009

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ultimo aggiornamento: 17/01/2008